Pubblicato chiarimento su Codice di Equivalenza e Codice UV per cambio tubi lampade abbronzanti bassa pressione

Dal 1 ottobre 2011 sarà obbligatario il codice di Equivalenza. Come funziona? Cos’è? dove si trova?

 

Tutte le risposte alle vostre domande sul nostro sito all’articolo normativa e codice di equivalenza.

Adeguamento alla nuova normativa solarium pubblicata in gazzetta con decorrenza 30 luglio 2011

Dalla fine di questa settimana entrerà in vigore, come da gazzetta ufficiale, il nuovo decreto sulle apparecchiature estetiche.

Il decreto regolamenta oltre 40 apparecchiature, tra cui i solarium.

Stabilisce con chiarezza che i solarium devono seguire la normativa 60335-2-27 con successive modifiche A1 e A2 emessa dal CEI (Comitato elettrotecnico italiano) recependone i limiti di irradianza (0,3 w/m2) e di utilizzo da parte di diverse categorie come i minorenni, le donne incinte e chi ha sofferto di melanoma.

Questo inoltre pone un definitivo punto alla questione di adeguamento dei macchinari. Tutti i macchinari presenti sul suolo italiano devono rispettare la nuova normativa e quindi devono essere adeguati. Per chi vuole avere una copia della normativa o del decreto chiediamo di compilare il nostro modulo contatti.

In generale tutti i macchinari prodotti dopo il 1 maggio 2009 saranno a normativa poiché quella è la data dopo la quale la modifica A1 (che comprende i limiti sopracitati) doveva essere recepita. In alcuni casi è possibile che alcune macchine prodotte prima siano a norma (sicuramente però non macchine prodotte prima del 2007).

Gli adeguamenti dei vecchi solarium possono essere fatti ESCLUSIVAMENTE dal costruttore che, in seguito alle dovute modifiche, rilascerà un nuovo certificato di conformità. Non tutte le macchine possono essere adeguate e non sempre l’adeguamento è economicamente vantaggioso.

In tali casi Smart offre una supervalutazione fino a 3000 euro per il solarium usato che vale 0 su consegna di un nuovo macchinario a norma.

Consigliamo a tutti di effettuare l’adeguamento nel più breve tempo possibile per non incorrere a sanzioni e blocchi dell’attività e di diffidare da chiunque si offra di fare l’adeguamento che non appartenga alla casa costruttrice, qualunque essa sia.