Il sole e le lampade abbronzanti contro il cancro

PREMESSA

Circa una settimana fa è comparso un articolo molto interessante che analizza le ultime scoperte fatte da dei ricercatori norvegesi nell’ambito del rischio che si corre esponendosi al Sole o alle lampade abbronzanti. Lo studio evidenzia come il rischio di una sottoesposizione sia ampiamente sottovalutato e come, nell’analisi rischio/beneficio (che di norma si fa per qualsiasi cosa che ha un effetto sull’organismo) il Sole e le lampade abbronzanti ne escono vincenti. Nell’analisi si evince che, secondo i calcoli  dei ricercatori, una esposizione al Sole maggiore in Norvegia potrebbe portare a 2-300 decessi in più per melanoma, ma ad un calo di oltre 4000 tumori per un totale di 3000 morti in meno.

Qui sotto trovate la traduzione di un commento divulgativo fatto dal medico chirurgo dr. Mercola, che ha pubblicato sul suo sito a questo indirizzo.

Lasciamo a voi ulteriori commenti in merito.

L’articolo si riferisce ad una ricerca dell’università norvegese che evidenzia come il rischio di cancro della pelle è trascurabile rispetto agli alti benefici che si hanno esponendosi al sole e  alle lampade abbronzanti che stimolano la vitamina D.

Abbassa il rischio di cancro – trasgredendo questa regola cardinale

La luce UV del sole e dei lettini abbronzanti sono la principale fonte di vitamina D per gli esseri umani, e i ricercatori hanno identificato un incredibile numero di benefici per la salute della vitamina D nel corso dell’ultimo decennio.

Ma dal momento che l’esposizione ai raggi UV è stata sospettata di provocare il cancro della pelle, molte autorità sanitarie convenzionali sono ancora in guardia contro di essa.

Una recente revisione degli studi ha cercato di esaminare gli effetti sulla salute delle radiazioni solari, lettini abbronzanti e vitamina D.

I ricercatori hanno esaminato dati provenienti da diversi periodi di tempo per le popolazioni di diverse latitudini, con l’obbiettivo di trovare il rischio relativo per melanoma maligno cutaneo associato all’uso di lettino abbronzante, la vitamina D e gli effetti UV.

I ricercatori hanno così scoperto che l’incremento dell’uso di lettini abbronzanti NON è associato al melanoma.

 

Secondo gli autori:

“A causa della paura del cancro della pelle, le autorità sanitaria hanno lanciato avvertimenti contro il sole e l’esposizione ai lettini abbronzanti.

Questa politica, così come le dosi di vitamina D raccomandata, possono dover essere revisionate.

E ancora: Il beneficio generale e il miglioramento della salute dovuto all’incremento della presenza di vitamina D, può essere più importante della possibilità di prevenzione del rischio di melanoma dovuto al restringimento di utilizzo dei raggi UV”

In particolare, Ivan Oransky, editor di Reuters Health, ha precedentemente notificato che il vero rischio di avere un melanoma legato all’uso di UV, è meno di tre decimi di punto percentuale, e anche in quel caso si parla di soggetti che abitualmente sono sovraesposti.

Esposizione al sole e tumori della pelle

Gli autori dello stato di revisione in oggetto, ovvero che l’esposizione al sole è la principale causa di melanoma maligno, contestano come questo dato non sia assolutamente confermato.

La teoria (che il Sole causi melanoma ndr) è ancora in fase di contestazione e, nell’analisi dei ricercatori, sono emersi nuovi argomenti a favore della confutazione.

Con una punta di ironia, gli autori affermano che “diversi fattori sono probabilmente coinvolti, come esemplificato da un rapporto trovato a volte tra il prodotto interno lordo e l’incidenza del melanoma”.

Hanno anche elencato una serie di associazioni tra esposizione al sole e melanoma trovato nella letteratura medica, come ad esempio:

  • L’esposizione al sole intermittente e gravi scottature durante l’infanzia sono associati ad un aumentato rischio di melanoma
  • L’esposizione professionale, come gli agricoltori e pescatori, e regolare l’esposizione al sole week-end sono associati con diminuzione del rischio di melanoma
  • L’esposizione al sole sembra proteggere contro il melanoma su siti cutanei non esposti alla luce del sole, e il melanoma che si verificano sulla pelle con l’esposizione ai raggi UV di grandi dimensioni ha la migliore prognosi
  • Pazienti con più alti livelli ematici di vitamina D hanno melanomi più piccoli e migliori prognosi di sopravvivenza rispetto a quelli con i più bassi livelli di vitamina D.

E per quanto riguarda i lettini abbronzanti che sono considerati più pericolosi di regolare esposizione al sole? Come ricorderete, il Senato americano ha fatto un disegno di legge di revisione che comprende ora una tassa del 10 per cento sui servizi di abbronzatura  al fine di dissuadere il publico dall’intraprendere tali lesive attività; una mossa che è senza dubbio miope e controproducente in considerazione del fatto che la carenza di vitamina D è dilagante negli Stati Uniti

Dove i lettini abbronzanti sono interessati (non tutte le aree del mondo), la scienza è più conflittuale, con alcuni studi che non trovano alcun effetto negativo dai lettini abbronzanti sui tassi di cancro della pelle, mentre altri hanno trovato che i tassi di cancro della pelle sono più alti. La ragione di questi risultati contrastanti, gli autori ipotizzano, potrebbe benissimo essere dovuto a differenze nelle UVA / UVB e intensità di rapporti tra i diversi tipi di lettini abbronzanti.

Che cosa rende un lettino abbronzante sicuro?

Credo che una osservazione probabilmente corretta nelle loro speculazioni sia il tipo di lettino abbronzante che può essere un fattore importante in se o non avere un impatto positivo o negativo sul rischio di cancro. Llettini abbronzanti sicuri hanno meno UVA della luce solare, mentre quelli non sicuri emettono più UVA della luce solare, e sono i raggi UVA , che penetrano la pelle più profondamente di quelli UVB, che sembrano essere un fattore molto più importante nel causare fotoinvecchiamento, rughe e tumori della pelle .

Un altro fattore importante nella scelta di un lettino abbronzante è il tipo di reattore che impiega, per evitare eccessivi campi elettromagnetici (EMF) ad ogni esposizione. La maggior parte dei gruppi abbronzanti utilizzano alimentatori magnetici per generare luce. Questi reattori magnetici sono fonti ben noti di campi elettromagnetici che possono contribuire al cancro.

Se si sente un forte ronzio, mentre si è in un lettino abbronzante, può voler dire che ha un sistema magnetico. Vi consigliamo di evitare letti con alimentatore magnetico, e usare l’uso di lettini abbronzanti a coloro che utilizzano reattori elettronici.

I dispositivi abbronzanti di qualità sono sicuri se si seguono le semplici linee guida e non ci si brucia. La pelle deve solo ottenere la tonalità più chiara di rosa dopo l’uso. L’FDA ha linee guida molto severe che sembrano eccessivamente restrittive e probabilmente metteno in pericolo la maggior parte delle persone impedendogli di ottenere abbastanza vitamina D.

La FDA raccomanda, inoltre, una attesa di 24-48 ore tra le sedute. La ragione di questo è che ci vogliono almeno 24 ore  all’eritema per andare via. Questo programma di esposizione può essere descritto come CONTROLLATO, che rende il modo molto sicuro per ricevere i benefici del sole in cabina. Idealmente si dovrebbe farlo anche quando si è inizialmente esposti al sole. Ma una volta che sia ha una buona abbronzatura si può facilmente aumentare l’esposizione un po’ al giorno.

Se l’esposizione solare aumenta il rischio di cancro, quanto grande è il rischio?

Anche quando guardando le ricerche che mostrano un aumento del rischio di cancro della pelle dall’esposizione al sole,  quanto grande è il rischio? Ivan Oransky, Medico, direttore del Reuters Health ha scritto un commento eccellente su questo nell’ ultimo anno .

Ogni anno, durante il mese di maggio, mentre il sole comincia lentamente a scacciare il grigiore invernale, si inizia ad essere bombardati con gli annunci di cancro della pelle, ognuno dei quali passa l’idea che il sole è il tuo nemico. Molti includono la statistica emessa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità , in cui si afferma che “l’uso dei lettini prima dei 35 anni è associata ad un aumento del 75 per cento del rischio di melanoma”.

Suona tremendo, ma quanto è concreta questa minaccia?

“Cosa significa in realtà? E’ il 75 per cento superiore ad un alto rischio, o ad uno piccolo?” Oransky scrive .

“Se leggete il documento FDA” Abbronzatura indoor: I rischi dei raggi ultravioletti “, o un certo numero di altri documenti da parte dell’OMS e delle fondazioni di cancro della pelle, non troverete il vostro rischio reale. Quallo che  che ha guidato Hiran Ratnayake membro AHCJ a.esaminare il problema a marzo per The (Wilmington, Delaware) News Journal, dopo che il Delaware ha approvato leggi che limitano l’accesso agli adolescenti alle lampade abbronzanti. Il valore del 75 per cento si basa su una revisione di una serie di studi, ha trovato Ratnayake. Il più attendibile di questi studi è stato uno che ha seguito più di 100.000 donne in otto anni .

Ma come Ratnayake ha notato lo studio “ha trovato che meno di tre decimi dell 1 % che si abbronza regolarmente ha un melanoma sviluppato , mentre meno di due decimi dell’1 per cento che non si abbronza ha un melanoma sviluppato . ” Questo è in realtà un aumento circa del 55 per cento, ma quando lo studio è stato riunito con gli altri, la media era un aumento del 75 percento.

In altre parole, anche se il rischio di melanoma è stata del 75 %  superiore a due decimi di punto percentuale, piuttosto che 55 % più grande, sarebbe comunque molto al di sotto dell’uno per cento. “ [nota dell’autore]

Così, mentre è statisticamente vero, è davvero fuorviante, e incita alla paura eccessiva. Presentando solo il rischio relativo (il 75 % di aumento) fa suonare il rischio piuttosto irragionevole. Nel frattempo, il rischio assoluto di sviluppare il cancro della pelle dall’esposizione al sole è ancora, nel peggiore dei casi, al di sotto dell’uno per cento! E per favore ricordate, queste tattiche intimidatorie altamente distorte di non parlare dei benefici dell’esposizione, che riducono drasticamente i pericoli dei comuni, di di gran lunga più pericolosi tumori, della mammella, della prostata e del colon.

Comprendere la differenza tra rischio relativo e Rischio Assoluto

Oransky spiega l’importanza di comprendere la differenza tra rischio relativo e rischio assoluto nel suo articolo:

“Il rischio assoluto dice solo la possibilità che qualcosa accada, mentre il rischio relativo si spiega come il rischio paragonato ad un altro rischio, come il rapporto. Se un rischio raddoppia, per esempio, che è un rischio relativo di 2, o 200 %. Se metà, è 0,5, o 50 per cento. In genere, quando hai a che fare con piccoli rischi assoluti, come sono con il melanoma, le differenze del rischio relativo sembrerà molto maggiori rispetto alle differenze di rischio assoluto.

Si può vedere come se qualcuno sta facendo pressione per vietare qualcosa – o, nel caso di un nuovo farmaco, cercando di mostrare un effetto drammatico – che probabilmente desidera utilizzare il rischio relativo. Quindi … quando si legge uno studio che dice qualcosa raddoppia il rischio di qualche terribile malattia, chiedere: Doppia da cosa a cosa “?

I Lettini abbronzanti diminuiscono di dieci volte di più di quanti tumori provocano

Un altro fattore importante da tenere a mente è che la vitamina D, normalmente da esposizione al sole, può diminuire il rischio di molti altri tumori e malattie croniche.

Secondo la revisione in oggetto :

“… Si può stimare che una esposizione al sole maggiore da parte della popolazione norvegese potrebbe, nella peggiore delle ipotesi, portare a 200-300 decessi per melanoma in più all’anno, ma farebbe aumentare il livello di vitamina D di circa 25 nmol/l, e potrebbe comportare una diminuizione di 4000 tumori interni e circa 3.000 decessi per cancro in meno sul totale.

La mancanza di esposizione alla luce solare conduce a problemi di salute più gravi rispetto alle sole malattie ossee e un aumento del rischio di cancro. Altri vantaggi comprendono la protezione contro le malattie infettive e non-cancerose (diabete, malattie cardiovascolari, sclerosi multipla e disturbi mentali). “

Nel complesso, credo (dr. Mercola ndr) che il meno dell’1 % del rischio di sviluppare il cancro della pelle dall’esposizione al sole o un lettino abbronzante sicuro vale la pena, poiché l’incremento dei livelli di vitamina D vi proteggerà da tante altre malattie molto debilitanti e letali e tumori …

C’è anche una ricerca interessante che dimostra che l’esposizione al sole davvero vi proteggerà contro il melanoma , la forma più pericolosa di tumore della pelle.

Esposizione al sole è il modo migliore per ottimizzare i livelli di vitamina D

A mio avviso, un lettino abbronzante sicuro viene al secondo posto, dopo l’esposizione al sole naturale come il modo ideale per ottimizzare i livelli di vitamina D (in contrapposizione ad ottenere da cibi fortificati o integratori). In una recente intervista, il dottor Stephanie Seneff ha spiegato come la vitamina D nello specifico da esposizione al sole, è strettamente legato al colesterolo sano e livelli di zolfo, rendendo la raccomandazione per ottenere il vostro vitamina D dal sole sempre più importante.

 

Come rapido riepilogo, quando si espone la pelle al sole o un lettino solare sicuro, la pelle sintetizza la vitamina D3 solfato . Questa forma di vitamina D è solubile in acqua, a differenza di supplementi orali della vitamina D3, che è non solubile.La forma solubile in acqua può viaggiare liberamente nel sangue, mentre la forma non solubile ha bisogno di LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) come veicolo di trasporto. Il sospetto è che il non solubile per via orale sotto forma di vitamina D non può fornire tutti gli stessi benefici della vitamina D che è stata creata nella vostra pelle dall’esposizione al sole, perché non può essere convertita in vitamina D solubile.

Credo che questo sia un motivo molto valido per fare davvero uno sforzo concertato per ottenere tutte le vostre fabbisogno di vitamina D dall’esposizione al sole, o con un lettino abbronzante sicuro. Se nessuna di queste opzioni sono possibili, allora si dovrebbe assumere un supplemento di vitamina D3 per via orale.

Carole concorda sul fatto che l’esposizione al sole è ideale in quanto può fornire anche altri benefici per la salute. La mancanza di esposizione al sole ora sembra essere alla radice di molti problemi di salute comuni, che la demonizzazione del sole ha progressivamente aggravato. La carenza di vitamina D è, dopo tutto, un problema di salute abbastanza recente, storicamente parlando.

“Penso che sia ovvio che il motivo per cui abbiamo questa carenza è perché siamo diventati una nazione industrializzata”, dice . “… Quello che abbiamo fatto è che siamo andati al coperto. E uscendo ci copriamo. Anche a San Diego (città molto soleggiata) dove vivo, quando hanno misurato il mio livello di vitamina D era a 18 ng / ml (un valore basso).

Quando abbiamo fatto una prova scientifica di quanto sole sia abbastanza a San Diego … alla mia età – l’età è un fattore che determina quanto si assorbe – siamo arrivati ad una conclusione del test che diceva di prendere da 15 a 20 minuti al giorno nella prima parte del giorno di UV, dalle 10:00 alle 14:00, ogni giorno … con il 40 per cento del mio corpo esposto … incoraggiare le persone a trarre vantaggio del sole. L’unico messaggio che ho su il sole: non bruciare. Questo è tutto. “

 

 

Punti Principali

  • In una recente revisione delle ricerche disponibili nel rischio relativo di melanoma maligno e lettini abbronzanti, i ricercatori hanno concluso che l’uso lettino abbronzante non è risultato associato con il melanoma, e, infatti, può ridurre i tumori dieci volte più di quello che potrebbe potenzialmente causare
  • Mentre alcuni spesso recitate dati indicano che l’uso di abbronzatura prima dei 35 anni è associato ad un aumento del 75 per cento del rischio di melanoma, i media mainstream trascurano il fatto che questo è il rapporto rischio relativo. Il rischio assoluto di ammalarsi di cancro della pelle da un lettino abbronzante è inferiore a tre decimi di punto percentuale , e anche allora, è probabile solo se abitualmente c’è sovraesposizione.
  • Mentre intermittente sovraesposizione e scottature durante l’infanzia sono associate ad un aumentato rischio di melanoma, le altre esposizioni, come l’esposizione professionale e regolare, l’esposizione al sole nel week-end sono associati a ridotto rischio di melanoma
  • L’esposizione al sole sembra anche proteggere contro il melanoma maligno su siti cutanei non esposti alla luce del sole, e quelli che espongono la pelle con l’esposizione ai raggi UV di su larghe dimensioni hanno la prognosi migliore. I pazienti con i più alti livelli ematici di vitamina D hanno anche la prognosi di sopravvivenza migliore rispetto a quelli con i più bassi livelli di vitamina D

FOCUS NORMATIVA – MODALITA’ DI MISURAZIONE IN RIFERIMENTO ALLA NORMATIVA LAMPADE UV


In seguito a numerose segnalazioni di misurazioni effettuate con strumenti non idonei o in condizioni non standard, diffondiamo parte del testo della normativa di riferimento (60335-2-27 A1, pag 13) in cui si descrivono le modalità corrette con cui effettuare le misurazioni.

 

Tutte le misurazioni che non si attengono alle modalità qui descritte (recepite ufficialmente dal decreto legge n. 110 del 12 Maggio 2011) sono pertanto da considerarsi non valide e non indicative ai fini della certificazione.

 

Ricordiamo inoltre che qualsiasi intervento tecnico per l’adeguamento deve essere effettuato in via esclusiva dalla casa costruttrice o da suo tecnico certificato.

 

 

 

 

Estratto Normativa 60335-2-27 A1 da pag. 13

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Gli apparecchi non devono presentare un pericolo tossico o analogo. Gli apparecchi che

hanno degli emettitori UV non devono emettere radiazioni che abbiano un’irradiazione

efficace totale superiore a 0,3 W/m2, ponderata conformemente allo spettro ad azione

eritematogena della Fig. 101.

 

Gli apparecchi devono essere conformi ai valori specificati nella Tab. BB.1.

 

 

La conformità si verifica mediante la prova seguente.

L’apparecchio è dotato di emettitori UV che sono stati invecchiati per mezzo

dell’alimentazione alla tensione nominale per un periodo di:

– 5 h ± 15 min per le lampade a fluorescenza;

– 1 h ± 15 min per le lampade a scarica ad alta intensità.

 

 

NOTA 1 La lampada a scarica ad alta intensità è una lampada a scarica elettrica nella quale l’arco di produzione

delle radiazioni è stabilizzato dalla temperatura della parete e l’arco ha una carica della parete del bulbo superiore

a 3 W/cm².

 

Si alimenta l’apparecchio alla tensione nominale e lo si fa funzionare per circa metà del

tempo massimo di esposizione consentito dal temporizzatore. Si misura poi l’irradiazione alla

distanza di esposizione minima raccomandata, posizionando lo strumento di misurazione in

modo da registrare la radiazione più elevata. Tuttavia, l’irradiazione delle pistole facciali si

misura a una distanza di 100 mm ± 2 mm e si calcola per la distanza di esposizione

raccomandata.

La distanza di esposizione degli emettitori UV che sono posizionati sopra una persona è la

distanza tra l’emettitore e la superficie di supporto, ridotta di 0,3 m.

 

 

 

 

 

NOTA 2 Lo strumento di misurazione utilizzato rileva l’irradiazione media su un’area circolare avente un diametro

non superiore a 20 mm. La risposta dello strumento è proporzionale al coseno dell’angolo tra la radiazione

incidente e la normale rispetto alla superficie circolare. La distribuzione spettrale si misura a intervalli di 1 nm per

mezzo di uno spettrofotometro avente una larghezza di banda non superiore a 2,5 nm.

NOTA 3 Per gli apparecchi con superfici irradianti superiori e inferiori si misura ogni parte separatamente mentre

l’altra parte è coperta o rimossa. Se la distanza tra le due superfici irradianti è inferiore a 0,3 m, si effettua la

misurazione sulla superficie del pannello superiore.

 

 

 

Gli apparecchi devono avere un’irradiazione totale non superiore a 0,003 W/m2 per la lunghezza

di onda compresa tra 200 nm e 280 nm e misurata da uno spettrofotometro tra 250 nm e 280 nm.

NOTA 4 L’irradiazione efficace totale è data da:

 

normativa solarium formula

 

 

in cui:

E è l’irradiazione efficace totale;

Sgamma è l’efficacia relativa spettrale (fattore di ponderazione) secondo la Fig. 101;

Egamma è l’irradiazione spettrale in W/m2nm;

DeltaGamma è la larghezza di banda in nm.

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FINE ESTRATTO

 

Commenti:

La normativa è molto scrupolosa circa le modalità di misurazione, fattore fondamentale per garantire la legalità e la precisione della stessa. La misurazione di uno spettro di luce infatti comporta variabili notevoli che possono influire sui risultati in maniera marcata.

In particolare nella normativa si evince che:

–          L’apparecchio va alimentato alla tensione nominale.

Questo fattore, spesso sottovalutato, può cambiare molto l’emissione di una lampada. Con un sovravoltaggio o un sottovoltaggio le lampade possono avere rendimenti che variano anche nell’ordine del 30% nell’emissione UV.

SUGGERIMENTO: Prima di fare la misurazione dell’emissione fare una misurazione con un voltmetro della tensione di linea per essere sicuri che sia allineata con le disposizioni vigenti.

I risultati ottenuti in fase di test vengono fatti con tensione stabilizzata.

 

–          L’invecchiamento delle lampade deve essere standard

L’invecchiamento (ovvero le ore che le lampadine sono già state accese) della lampada (intesa come bulbo o tubo) influisce molto sulla sua emissione. La normativa è molto puntuale e specifica come l’invecchiamento debba essere di:

 

  • 5 ore per le lampade a fluorescenza (lampade a bassa pressione) con uno scarto massimo di 15 minuti (in più o in meno)
  • 1 ora per le lampade a scarica ad alta intensità (lampade ad alta pressione) con uno scarto massimo di 15 minuti (in più o in meno)

SUGGERIMENTO: Prima di fare la misurazione fare un controllo delle ore delle lampade         montate sul dispositivo e controllare se rispettano i valore prescritti. In caso contrario fare un cambio lampade, invecchiarle per la durata indicata e ripetere la misurazione.

 

–          La distanza deve essere calibrata

La normativa descrive accuratamente la posizione della sonda che fa la misurazione. La precisione indicata è chiaramente incompatibile con misurazioni fatte tenendo la sonda con la mano.

La sonda andrà quindi posizionata con un supporto statico alla distanza prescritta pari alla minima raccomandata (ovvero la distanza prescritta sul libretto di uso e manutenzione della macchina). Oppure alla distanza di 10 cm, con uno scarto di 2 millimetri, sui dispositivi per abbronzatura facciale (chiamate “pistole facciali”). La distanza è ovviamente un fattore determinante nella misurazione e può cambiare il valore fino al 300%.

SUGGERIMENTO: La misurazione va effettuata usando uno stativo con piede e le distanze vanno prese con un metro in modo da garantire la distanza corretta.

 

–          Lo strumento deve essere adeguato

Chiaramente tutte le misurazioni devono essere effettuate con uno strumento che sia affidabile e preciso. Per questo fine la normativa 60335-2-27 A1 specifica l’uso di uno spettrofotometro che possa misurare con intervalli di banda non superiori a 2,5 nm. La misurazione suggerita deve essere effettuata con intervalli di banda di 1 nm. Questo esclude luxometri o altri dispositivi portatili che danno risultati totali dell’emissione. Gli spettroradiometri sono consentiti in quanto fanno parte della famiglia degli spettrofotometri.

SUGGERIMENTO: La misurazione non può essere ritenuta valida se effettuata con strumenti che danno solo un valore totale senza specificare l’energia su ogni nanometro. Solitamente sono dispositivi portatili chiamati UVametro o luxometro (non validi).

 

 

Infine alcuni accorgimenti aggiuntivi sono:

– La misurazione deve essere effettuata a metà del tempo massimo impostabile

– La misurazione dovrà essere ponderata secondo la curva ad azione erimatogena e la non-melanoma.

– Il macchinario deve essere pulito in tutte le sue parti (filtri e ventilatori). Temperature d’esercizio della lampada superiori a quelle previste possono modificare l’emissione, così come polvere intrappolata nei filtri.

 

 

Rimaniamo comunque a disposizione per qualsiasi chiarimento possa risultare opportuno.

 

Potete scaricare una versione in PDF di questo documento a questo indirizzo

 

Per richieste rivolgetevi all’indirizzo e-mail sviluppo@solariumsmart.it

Adeguamento centro estetico

Trovate sul nostro sito il nuovo articolo riguardante l’adeguamento dei solarium secondo il decreto legge del 30 luglio

 

Adeguamento Solarium e centro estetico

Con i recenti cambiamenti introdotti dal decreto legge e i sempre più frequenti controlli da parte delle autorità si pone il problema di essere perfettamente allineati alla normativa e ai regolamenti, al fine di non incorrere in spiacevoli sorprese.

Il decreto legge, che ha decorrenza dal 30 luglio 2011, non ha fatto altro, riguardo ai solarium, che recepire una normativa che era in vigore già dal 1 aprile 2009.

Ma quali sono le condizioni di legalità che un centro estetico e solarium deve rispettare?

Ecco alcuni punti fermi:

–          Tutte le macchine solarium devono essere dotate di targhette identificative, indicanti il tipo UV, il voltaggio e i watt consumati. In caso di controllo l’assenza di questa targhetta porta ad un immediato blocco della macchina.

–          Tutte le macchine solarium devono essere dotate di libretto di uso e manutenzione. All’interno di questo normalmente si trova la certificazione della macchina e i valori di irradianza.

–          Devono essere appese nella cabina tutte le avvertenze prescritte. Di solito queste vengono fornite insieme alla macchina. Inoltre con l’introduzione del decreto legge del 30 luglio sono state introdotte nuove avvertenze e informazioni utili per l’utente, che vanno DI LEGGE integrate con le precedenti. Se non avete le avvertenze potete contattarci per averne una copia o scaricarle dalla apposita sezione download dopo esservi registrati.

–          La certificazione della macchina deve essere aggiornata alle più recenti normative. Se sulla certificazione della vostra macchina sono riportate le normative CEI EN 60335-2-27 A1 e A2 allora la vostra macchina è già adatta alle nuove normative. In caso contrario dovrete contattare La casa produttrice del solarium per effettuare una ricertificazione della macchina. E’ importante sapere che solo la casa produttrice è autorizzata ad effettuare adeguamenti; diffidate da aziende esterne che, nella maggior parte dei casi, non possono rilasciare una certificazione valida ai fini dei controlli preposti da ASL e NAS.

Cosa fare se non si è a norma.

In caso non si soddisfi uno dei requisiti sopra bisogna provvedere immediatamente all’adeguamento.

Nel caso in cui la certificazione del macchinario (che di solito si trova all’interno del manuale o come documento a parte ed è contrassegnato dalla dicitura “Dichiarazione di Conformità”) non sia aggiornata bisognerà contattare la casa madre del solarium per effettuare l’adeguamento. Prestate attenzione a rivolgervi solo al vero produttore, chiamando il numero di telefono indicato sul libretto come costruttore.

Fate altresì moltissima attenzione nel caso di macchinari usati. Nel caso decidiate di acquistarne uno accertativi facendovi mostrare prima la certificazione, che risponda agli aggiornamenti A1 e A2. Per verificare basta che troviate scritto “Rispetta la normativa CEI EN 60335-2-27 aggiornamenti A1 e A2” o diciture equivalenti. Tutte le macchine devono essere “a norma” anche quelle che sono state costruite prima del decreto legge e dell’uscita della normativa.

E’ importante ricordare che, per la maggior parte dei produttori, la certificazione è vincolata all’uso di ricambi originali, certificati dalla casa.

 

Quali sono i rischi in cui si incorrono se non ci si adegua?

Quando il controllo viene effettuato dalla ASL di competenza e le macchine non sono a norma viene di solito dato un tempo di adeguamento. Se dopo questo periodo (che può andare da qualche settimana ad alcuni mesi) le macchine vengono trovate ancora fuori normativa, allora può essere revocata la licenza.

 

Adeguamento alla nuova normativa solarium pubblicata in gazzetta con decorrenza 30 luglio 2011

Dalla fine di questa settimana entrerà in vigore, come da gazzetta ufficiale, il nuovo decreto sulle apparecchiature estetiche.

Il decreto regolamenta oltre 40 apparecchiature, tra cui i solarium.

Stabilisce con chiarezza che i solarium devono seguire la normativa 60335-2-27 con successive modifiche A1 e A2 emessa dal CEI (Comitato elettrotecnico italiano) recependone i limiti di irradianza (0,3 w/m2) e di utilizzo da parte di diverse categorie come i minorenni, le donne incinte e chi ha sofferto di melanoma.

Questo inoltre pone un definitivo punto alla questione di adeguamento dei macchinari. Tutti i macchinari presenti sul suolo italiano devono rispettare la nuova normativa e quindi devono essere adeguati. Per chi vuole avere una copia della normativa o del decreto chiediamo di compilare il nostro modulo contatti.

In generale tutti i macchinari prodotti dopo il 1 maggio 2009 saranno a normativa poiché quella è la data dopo la quale la modifica A1 (che comprende i limiti sopracitati) doveva essere recepita. In alcuni casi è possibile che alcune macchine prodotte prima siano a norma (sicuramente però non macchine prodotte prima del 2007).

Gli adeguamenti dei vecchi solarium possono essere fatti ESCLUSIVAMENTE dal costruttore che, in seguito alle dovute modifiche, rilascerà un nuovo certificato di conformità. Non tutte le macchine possono essere adeguate e non sempre l’adeguamento è economicamente vantaggioso.

In tali casi Smart offre una supervalutazione fino a 3000 euro per il solarium usato che vale 0 su consegna di un nuovo macchinario a norma.

Consigliamo a tutti di effettuare l’adeguamento nel più breve tempo possibile per non incorrere a sanzioni e blocchi dell’attività e di diffidare da chiunque si offra di fare l’adeguamento che non appartenga alla casa costruttrice, qualunque essa sia.

 

Lampade solari e norme, tutta la verità.

la verità sulle norme e sul recente allarmismo

E’ notizia di oggi la ricategorizzazione dei raggi uv da parte dell’OMS. La notizia divulgata da tutte le maggiori fonti di informazione del paese però riporta alcuni errori.

Smart, da sempre attenta alla normativa e all’aspetto della sicurezza, vuole fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Innanzitutto non è vero che in Italia non esiste una normativa in merito (come riportato dal TG5) nè che le lampade abbronzanti non siano vietate ai minori. In particolare ci riferiamo alla norma 60335-2-27 con relativi aggiornamenti A1 e A2 che regolamenta nel dettaglio il funzionamento di tutti i solarium e in particolare al punto 7.12 (aggiornamento A1) stabilisce che:
…7.12 Sostituire il primo alinea con quanto segue:
— una dichiarazione che gli apparecchi UV non devono essere usati da:
– persone che non abbiano compiuto i 18 anni;
– persone che soffrono di scottature solari;
– persone che non riescono ad abbronzarsi oppure che non possono abbronzarsi senza
scottarsi quando si espongono al sole;
– persone che si scottano con facilità quando si espongono al sole;
– persone che hanno predisposizione alle lentiggini;
– persone che hanno più di 20 nei(*) di qualsiasi dimensione sul corpo;
– persone che presentano nei atipici (si definiscono nei atipici quelli asimmetrici con
diametro superiore a 5 mm con pigmentazione e bordi irregolari; in caso di dubbio,
consultare il medico);
– persone che soffrono o che hanno sofferto in precedenza di tumore alla pelle o che sono
ad esso predisposte;
– persone con una storia familiare di melanoma;

Questa norma, che deve essere rispettata da tutti i costruttori di solarium, spiega chiaramente che le persone con meno di 18 anni di età non possono fare trattamenti agli UV.

Inoltre non è vero che in Germania o in Francia siano state vietate. Questa è una pura inesattezza priva di qualsivoglia fondamento.

Per chi fosse interessato è possibile scaricare la norma dal sito ufficiale della cei (comitato elettrotecnico italiano)